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Rambo Last Blood Recensione Tornare Casa Un Mondo Di Morte

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Anche se è ancora traumatizzato per le terribili esperienze vissute in guerra, John Rambo sembra aver finalmente trovato una parvenza di pace nel ranch in cui vive insieme alla sua famiglia adottiva di origine messicana, la signora Maria e sua nipote Gabrielle. Nonostante John glielo sconsigli, la ragazza decide di recarsi in Messico alla ricerca di suo padre ma viene catturata da un cartello criminale e finisce in un giro di prostituzione. Rambo deve quindi trasformarsi di nuovo in una micidiale macchina da combattimento per tentare di salvarla.

Titolo originale: Rambo: Last Blood

Genere: azione, avventura, thriller

Regia: Adrian Grunberg

Cast: Sylvester Stallone, Paz Vega, Yvette Monreal, Sergio Peris-Mencheta, Louis Mandylor, Oscar Jaenada, Adriana Barraza

Paese: USA

Durata: 101 min.

Casa di produzione: Lionsgate, Millennium Films, Balboa Productions, Campbell Grobman Films, Dadi Film Group, NYLA Media Group, Templeton Media

Distribuzione Italia: Notorious Pictures

Data di uscita Italia: 26 settembre 2019

Data di uscita USA: 20 settembre 2019

Sylvester Stallone è un padre dalla scorza dura ma dal cuore tenero per i suoi figli prediletti, Rocky Balboa e John Rambo. Li mette sempre a dura prova per rafforzarli, indurirli, prepararli alle sfide durissime che li aspettano alzando l’asticella di volta in volta, ma poi gli riserva sempre il lieto fine e si scopre tanto malato d’amore per loro che non riesce proprio a lasciarli andare. Aveva detto di aver chiuso con Rocky dopo il quinto episodio, poi dopo il sesto, poi dopo Creed 2, e adesso sta già pensando ad un nuovo spin-off. E anche questo Last Blood, che fin dal titolo vuol chiudere il cerchio con First Blood, il capostipite del 1982, potrebbe non essere davvero l’ultimo sangue” per Rambo. Sly ha infatti dichiarato che, in caso di successo al box-office, potrebbe realizzarne un altro. O, forse, si è reso conto di non aver tirato fuori un finale degno della saga e vuol riprovarci.

Fin dalle prime battute, in cui vediamo il protagonista fare il cow-boy nel suo ranch, ci si rende conto che, a differenza degli episodi precedenti, non siamo di fronte ad un film di guerra ma ad un western tutto proteso alla resa dei conti finale. Con una tale struttura, il problema è dare carne e sangue al resto della storia e alzare la tensione fino allo showdown conclusivo. La prima mezz’ora se la prende la giovane Gabrielle (Yvette Monreal), è lei il motore emotivo, è alla sua vicenda che dobbiamo affezionarci per poterci indignare ed empatizzare con la rabbia di Rambo verso i cattivi. E sono cattivi stupidi che si comportano in maniera insensata. Lasciano in vita Rambo quando potrebbero ucciderlo, scelta illogica e poco realistica considerata la ferocia dei cartelli messicani (e centro-sudamericani più in generale). E, alla fine, vanno a cacciarsi di propria volontà nel trappolone telefonatissimo dell’avversario.

Quando Rambo entra in azione non è più la macchina da guerra tutto istinto che eravamo abituati a veder muoversi nella giungla o nel deserto. E’ più un antieroe hard-boiled sul genere del Punitore della Marvel che interroga i cattivi a grugno duro e poi li uccide con iperviolenza a tratti rapida e a tratti sadica. Tutto questo, però, viene messo in scena senza grosse idee, in maniera molto convenzionale, quasi stessimo guardando un Taken qualunque. Adrian Grunberg aveva precedentemente diretto il più convincente Viaggio in paradiso, con Mel Gibson, altro western contemporaneo ambientato in Messico, ma qui non riesce a dare una vera anima al film, intrappolato in una serie di dinamiche troppo generiche e risapute.

Fonte: NerdPlanet

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