ATTENZIONE: Il contenuto di questo articolo contiene SPOILER sulla trama e approfondisce i temi DISTURBANTI del titolo. Se volete goderne al meglio, vi invitiamo alla lettura dopo aver concluso Outlast 2 e solo se credete di averne lo stomaco.
Poco più di una settimana fa è uscito Outlast 2, nuovo capitolo dei ragazzi di Red Barrels i quali hanno messo tutto il loro ingegno e follia per poter realizzare una storia che potesse avere un grande impatto dal punto di vista narrativo e non nei confronti del giocatore.
CONSIDERAZIONI SUL GIOCO
Semplicemente impeccabile. Se vogliamo soltanto parlare della trama, sappiate che il gioco è ispirato ad un evento realmente accaduto: parliamo del più grande suicidio di massa della storia, avvenuto a Jonestown nel 1978.
Inoltre, anche se all’inizio non sembra, Outlast 2 è collegato al primo capitolo della serie dal punto di vista religioso, anche se nel secondo capitolo il tema è stato molto più approfondito.
Sebbene il gioco sia un po’ romanzato, basterà pensare ai tanti riti punitivi che la chiesa attuava in età medievale per rendersi conto che, comunque, non si allontana troppo dal vero. Outlast non è poi cosi violento ed innovativo da questo punto di vista e, in effetti, potrebbe anche considerarsi uno specchio della realtà per i contenuti mostrati.
Partendo proprio dalla chiesa, di vicino alla realtà c’è anche la trattazione della pedofilia diffusa tra i preti e del fanatismo religioso. Nel gioco, i nemici attribuiscono ad ogni avvenimento, come fenomeni ambientali o carestie che si abbattono sul loro villaggio, un’appartenenza al disegno divino che devono assolutamente rispettare e far rispettare.
Fonte: NerdPlanet

