Gears 5 Recensione

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In questa generazione videoludica, la piattaforma Xbox ha vissuto di alti e bassi. Se da una parte Xbox One ha avuto un percorso iniziale tortuoso e pieno di errori in termini di comunicazione, infatti, dall’altra è innegabile come dall’arrivo di Phil Spencer alle redini della divisione gaming di Microsoft la situazione sia radicalmente cambiata e la console del team verde abbia finalmente intrapreso la strada giusta.

È vero, nel corso degli ultimi anni Xbox ha ospitato poche esclusive di rilievo rispetto alla concorrenza rappresentata da Sony e Nintendo ma c’è anche da dire che la macchina della casa di Redmond è diventata un punto di riferimento tecnologico nell’ambito console con l’arrivo di Xbox One X e sta dimostrando di avere le idee molto chiare per il proprio futuro.

Proprio in un periodo tumultuoso in cui Microsoft ha iniziato ad investire parecchio in nuovi studi di sviluppo per garantirsi prospettive rosee in termini di software esclusivi, però, assistiamo al ritorno di uno dei baluardi immortali dell’azienda americana, il nuovo capitolo di una delle serie più amate dai fan di Xbox ma anche di tutti gli appassionati di videogiochi: Gears of War.

Partorita dalle geniali menti di Cliff Bleszinski e della vecchia Epic Games, questa serie di sparatutto in terza persona ha letteralmente sconvolto il panorama videoludico imponendo nuovi standard qualitativi sia sotto il profilo del gameplay che sotto il punto di vista tecnologico. Ora che Epic Games si è dedicata quasi esclusivamente alla sua gallina dalle uova d’oro, Fortnite, il franchise è stato affidato ai talentuosi The Coalition che con Gears of War 4 avevano dimostrato di avere tutte le carte in regola per sobbarcarsi l’onere e l’onore di dare nuova linfa vitale alla saga.

Per quanto il quarto capitolo della serie sia stato molto apprezzato da critica e pubblico, però, la sensazione generale era quella di un episodio fortemente ancorato al passato, dotato di ottime idee ma privo del coraggio necessario per prendere scelte forti ed evolvere la serie in ogni direzione. Oggi, invece, arriva Gears 5 che già dal titolo (che perde il suffisso “of War”, come per decretare il definitivo allontanamento dalla trilogia originale), promette di frantumare qualsiasi convinzione anche del giocatore più accanito e di offrire l’esperienza Gears definitiva.

Sarà riuscita The Coalition a incidere il proprio nome nella storia confezionando la Killer App di cui Xbox ha bisogno? Scopritelo con noi in questa nostra recensione!

BOUND BY BLOOD

La storia di Gears 5 inizia poco dopo lo straziante e sconvolgente finale del precedente capitolo con la squadra Delta, composta da JD Fenix (figlio di Marcus, eroe delle prime tre incarnazioni del brand), Del e Kait, alle prese con la sconcertante verità sul passato di quest’ultima.

Dopo una prima fase della campagna che ha il compito di immergere il giocatore nelle atmosfere del gioco e nel setting ideato da The Coalition che abbandona il mood scuro e opaco dei precedenti episodi in favore di una palette cromatica con colori vividi e sgargianti, la prospettiva dell’avventura passa al punto di vista di Kait e Gears 5 si mostra nella propria vera natura. Se in passato, infatti, Epic Games aveva saputo creare un universo narrativo coeso, ricco e interessante sacrificando, però, l’approfondimento dei personaggi, The Coalition sembra voler ribaltare la situazione andando a scavare nella psiche e nel background del personaggio più tormentato di questa nuova saga.

Il giocatore, dunque, vivrà in prima persona il dramma che ha colpito la nuova protagonista e la paranoia che ne deriva scoprendo pian piano nuovi dettagli sulle sue radici e nuovi, imprevedibili colpi di scena che sono destinati a plasmare il futuro del mondo di Gears. Rimaniamo sul vago e non scendiamo nei particolari per evitare di anticiparvi troppo sulla trama di questo nuovo capitolo ma possiamo dirvi con assoluta certezza che il team di sviluppo ha saputo imbastire un plot piuttosto interessante che, oltre a chiarire alcuni passaggi oscuri della storia passata, getta solide basi per gli inevitabili sequel.

Vi renderete presto conto che la spirale paranoica di Kait e la sua lotta per la verità rappresenta una delle vette più alte dell’intera saga e che questo Gears 5 riuscirà a tenervi incollati al monitor per tutte le 6/7 ore necessarie a completare la quest principale. Davvero un ottimo lavoro. Chiudiamo la disamina sulla campagna con un piccolo appunto. Per questo quinto capitolo, The Coalition ha deciso di lasciarsi alle spalle la linearità classica della serie e di adottare un approccio di più ampio respiro alle ambientazioni che compongono i 4 atti della storia.

A bordo dello Skiff (una sorta di Kite Surf avveniristico) potrete esplorare liberamente gli ampi spazi che vi troverete a visitare partecipando a missioni e attività secondarie, raccogliendo oggetti collezionabili sparsi in giro per il mondo e approfondendo ancor di più la conoscenza di questo affascinante mondo. Non spaventatevi: non si tratta di un vero e proprio open world ma piuttosto di grandi macro-aree in cui il giocatore potrà investire parecchio tempo, se lo desidera, oppure decidere di proseguire direttamente con la trama primaria.

COGS OF WAR

Dal punto di vista dell’impianto ludico, Gears 5 non si discosta troppo dai canoni classici della serie ma presenta alcuni piccoli accorgimenti volti a rinfrescare la formula senza snaturarla troppo. Il feeling da cover shooter (inventato e reso celebre dal primo capitolo della serie) è ancora intatto ma un arsenale ricchissimo, una serie di manovre offensive particolari e l’introduzione del robot da battaglia Jack che ci accompagnerà nel corso di tutta l’avventura, rendono ciascuno scontro avvincente e potenzialmente parecchio stratificato.

Un nutrito tutorial iniziale ci introdurrà passo dopo passo nel galvanizzante sistema di combattimento tipico della serie presentando, allo stesso tempo, tutte le implementazioni pensate dal team di sviluppo per rendere le lotte variegate e intense. Sarà possibile, ad esempio, scavalcare una copertura per colpire il nemico nascosto dietro di essa e finirlo all’istante con un’esecuzione oppure tirarlo verso di noi e utilizzarlo come scudo umano.

Fonte: NerdPlanet

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