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Lo Stupefacente Ant Man Una Seconda Possibilita Recensione

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Nata editorialmente nel 1962, la prima iterazione di Ant-Man, ossia quella del biochimico Henry Hank” Pym, fece il suo esordio sulle pagine della rivista antologica Tales to Astonish, di cui ne divenne un protagonista fisso a partire dal trentacinquesimo episodio, uno degli albi più affascinanti appartenenti alla Silver Age del fumetto. Col passar del tempo, la popolarità di Pym nel parco testate dell’editore statunitense crebbe considerevolmente, a tal punto che il personaggio venne raccolto dai suoi stessi ideatori, Stan Lee e Jack Kirby, per comporre la formazione originaria degli Avengers, gruppo che in principio riuniva sotto lo stesso tetto le creazioni più importanti dell’epoca, fatta eccezione per i Fantastici Quattro e per il solitario Spider-Man. Eppure, da lì a poco, la vita del minuscolo supereroe di casa Marvel sarà spesso contraddistinta da alcuni alti e bassi che all’inizio culmineranno perfino con la cancellazione del suo primo serial standalone. Dei successivi e lodevoli tentativi per riportare in auge il brand non mancheranno affatto, ma per ottenere una svolta veramente rivoluzionaria bisognerà aspettare l’arrivo del 1979, quando il trio di autori David Michelinie, Bob Layton e John Byrne congegnò la nascita di un secondo Ant-Man chiamato Scott Lang, reso popolare agli occhi del grande pubblico di recente grazie al franchise del Marvel Cinematic Universe. Proprio il debutto nelle sale del primo blockbuster di Ant-Man datato 2015 ha negli scorsi anni spinto la Casa delle Idee a sfruttare tutto il potenziale di Lang per renderlo per la prima volta la star di una sua personalissima serie regolare, affidata alle cure dello sceneggiatore Nick Spencer (Amazing Spider-Man) e dell’artista Ramon Rosanas (Captain Marvel). La spassosa run gestita da questi due autori è una delle più longeve mai dedicate al supereroe in generale ed è composta in totale da venti capitoli (diciotto numeri standard e due albi speciali) che Panini Comics ha ristampato in un tomo cartonato della linea Marvel Super-Sized intitolato Lo Stupefacente Ant-Man: Una Seconda Possibilità, disponibile da questo mese in tutte le fumetterie nostrane.

Cominciato in occasione del rilancio denominato Avengers NOW! e, più precisamente, dopo un paio di episodi di Avengers World che ha restituito al mondo dei vivi la giovane supereroina Cassie Stature” Lang (morta nel corso de La Crociata dei Bambini), questo ciclo in solitaria di Ant-Man segue l’impronta stilistica del film omonimo e punta tutto sul tema ricorrente delle seconde chance. Scott Lang, un padre divorziato quasi di mezza età poco affidabile ed ex galeotto, non riesce mai a trovarsi una stabilità lavorativa e, in un modo o nell’altro, continua sempre a deludere tutti coloro che lo circondano, rivelandosi un disastro sia come uomo che come giustiziere mascherato. A non aiutarlo vi è anche il fatto di rivestire i panni di un’identità supereroistica che, come lui stesso evidenzia nelle primissime battute del volume in questione, non ha una grossa reputazione da parte della gente: Ci sono stati una dozzina di Ant-Man o eroi simili, per lo più morti o diventati cattivi”, specifica il Nostro nelle scene iniziali, Insomma, il quadro non è uno dei più rosei”. La sua notevole forza d’animo lo spinge però a tentare costantemente di fare del suo meglio e, proprio per tale motivo, l’Avenger non si dà per vinto e decide di candidarsi come capo della sicurezza per un colosso industriale che tutti noi ben conosciamo, vale a dire le Stark Industries. Tutto sembra procedere per il meglio, finché delle motivazioni familiari non lo spingono a rifiutare il posto di lavoro all’ultimo minuto e a trasferirsi in pianta stabile nella città dove è cresciuto, a Miami. Qui, Scott ne vivrà di tutti i colori e, tramite un finanziamento da parte della misteriosa Mary Morgenstern, avrà pure modo di calarsi nell’insolito ruolo di guardia giurata per fondare una start-up, le Soluzioni per la Sicurezza Ant-Man, una agenzia di security dedita a fornire protezione a chiunque ne abbia bisogno. I primi cinque capitoli che compongono l’arco narrativo iniziale della gestione – intitolato proprio Una Seconda Possibilità” – sono strutturati in maniera molto introduttiva e, esattamente come i numeri restanti della run, ci ricapitolano con grande attenzione le esperienze passate dei personaggi presenti, il più delle volte ricorrendo a delle sequenze flashback riassuntive che agevolano notevolmente la lettura ai nuovi appassionati, fornendo un quadro generale di comprimari ed eventi per nulla confusionario. Questo pregio rende il volume un perfetto punto d’accesso per i neofiti alle prime armi, che pagina dopo pagina riusciranno a conoscere l’eroe in miniatura sotto ogni singolo punto di vista.

All’inizio della storia, il rapporto padre-figlia che unisce Scott e Cassie – e che funge da motore centrale per questa serie – pare idilliaco come sempre, ma a mettergli i bastoni tra le ruote spunterà una losca minaccia che ha degli evidenti legami con l’origine del protagonista: ciò metterà la coppia sempre più a dura prova, fino a farla separare bruscamente. Nick Spencer si diverte dunque a riempire la vita di Scott Lang con problematiche di ogni tipo, privandolo con grande pathos della sua ragione di vita, la stessa che diversi anni prima lo aveva motivato a rubare l’equipaggiamento di Hank Pym per introdursi nel complesso della Cross Technological Enterprises e divenire in seguito un supereroe quantomeno rispettato. Molto dramma caratterizza tutte queste vicende, ma in esse c’è anche una rilevante dose di umorismo sopraffino ed esilarante che ha spesso contraddistinto l’operato di Spencer da quello degli altri sceneggiatori attualmente in seno alla Marvel.

Il racconto si muove frequentemente su differenti piani temporali e ci immerge fin da subito nei pensieri più profondi di Ant-Man, che diventa dunque narratore indiscusso dell’opera. La sua caratterizzazione viene qui definita a tutto tondo, sebbene vada a ricalcare sotto certi aspetti la versione del personaggio portata sul grande schermo da Paul Rudd, andando così in leggero contrasto con le precedenti apparizioni del supereroe, visto in chiave più matura e responsabile nel corso della Fondazione Futuro di Matt Fraction. Eppure queste e altre storie non vengono affatto dimenticate dall’abile Spencer, che come sempre scava a fondo nella produzione pregressa del character con cui ha a che fare per rispettarne grossomodo l’essenza, seminare riferimenti e concedere attenzioni a vecchie conoscenze della continuity marvelliana, talvolta creandone pure versioni differenti, come nel caso del nuovo Giant-Man, Raz Malhotra. Quest’ultimo è un ragazzo omosessuale esperto nel campo della robotica che ben presto assume una certa importanza nel vasto Universo Marvel, raccogliendo l’inestimabile eredità del leggendario Hank Pym per compiere nobili gesta, seppur con non poche difficoltà.

Fonte: NerdPlanet

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