Ere di disegnatori e sceneggiatori si sono succedute sulle pagine che narrano le avventure dell’ Old Boy, ma solo due firme hanno fatto grande la storia delle copertine della serie regolare di Dylan Dog: Claudio Villa e Angelo Stano.
Dalla prima orrorifica L’alba dei morti viventi, passando per Morgana e via dicendo: l’elenco sarebbe pressoché infinito, non ci dilunghiamo qui, ma siamo tutti più o meno abituati a gettare l’occhio alla vetrina dell’edicola e trovare il rassicurante tratto di Stano che ci invoglia all’acquisto.
Dopo un lungo silenzio segna un rito di passaggio importante: la copertina bianca non parla solo per il contenuto dell’albo, ma definisce il passaggio del testimone tra Angelo Stano e Gigi Cavenago. Classe 1982, lo ritroviamo in Bonelli tra le pagine di Cassidy (2010) e Orfani (2013) per poi stabilirsi in pianta stabile come copertinista del Maxi Old Boy. Esordisce nella serie regolare con Mater Dolorosa.
Il tratto di Cavenago è capeggiato dall’essenzialità e dalla pulizia dei neri; cosa assolutamente opposta per quanto riguarda i colori, con i quali crea giochi di luce che si amalgamano liquidamente” tra di loro, mantenendo comunque dei contorni definiti.
Qui sotto la cover ufficiale di Dyd 363, Cose perdute (in uscita a fine mese):
A Lucca Comics & Games 2016 è stata presentata la bozza della copertina del n°364 (dicembre 2016):
Fonte: NerdPlanet

