Se chiedessero il nome di un autore che più di ogni altro rappresenta la nuova generazione nascente all’interno del mondo Marvel Comics, non ci sarebbero dubbi: la risposta è Donny Cates. L’enfant prodige del fumetto statunitense ha saputo legare il suo nome non solo a sue proprietà, ma anche ad un elenco di serie e miniserie che hanno portato una ventata di novità nel mondo della Casa delle Idee: Dottor Strange e la miniserie Damnation, Venom, la nascente Guardiani della Galassia, e la perla che ha conquistato il mondo degli appassionati, Thanos Vince.
Da molti paragonata a Old Man Logan, Thanos Vince ne recupera alcuni dei paradigmi principali, presentando un futuro distopico in cui un Thanos ormai invecchiato ha vinto, e chiama a sé la sua attuale versione, con l’unico desiderio che sia se stesso a porre fine alla sua vita. Utilizzerà così, per trasportare se stesso nel futuro, il suo personale araldo, il Ghost Rider Cosmico, sotto la cui fiamma si nasconde Frank Castle. Il Punitore ha infatti attraversato intere epoche, prima come Ghost Rider, e successivamente come Araldo di Galactus, dotato del terribile potere cosmico. Inferi e cosmo si uniscono nel personaggio, a cui aspetta la fine per mano di un oscuro Silver Surfer, dotato di Mijolnir. Ma sono davvero finite così le avventure di un simile personaggio?
Baby Thanos Deve Morire
Assolutamente no. Nell’incipit del volume scopriamo infatti che Odino, nonostante la realtà di Thanos Vince stesse svanendo, ha preso la decisione di salvare Frank Castle, trasportandolo nel Valhalla. Purtroppo, per il Padre di Tutti, il Rider non riesce a legare con la corte di Odino, il quale preferisce riportare Frank nel mondo dei vivi, in qualsiasi momento voglia: il Punitore non deve pensarci un attimo, scegliendo di tornare ai primi momenti della vita di Thanos, per ucciderlo là nella culla.
Prende così il via la miniserie in cinque capitoli Ghost Rider Cosmico, dal titolo Baby Thanos Deve Morire, raccolta in Italia direttamente in volume. Cinque capitoli di pura azione, decisamente avvincenti, ma che riescono, attraverso una visione a dir poco distopica, a gettare nuova luce non solo sul personaggio di Thanos, in fin dei conti più un espediente che altro, quanto piuttosto sul personaggio di Frank Castle, nonostante non sia il Punitore che noi conosciamo. Non può essere altrimenti, visto come tra il nostro Punitore e il futuro Ghost Rider intercorrano milioni di anni di esperienza, tragedie e solitudine.
Riuscirà l’infernale araldo a prendere la migliore decisione? Per lui, per Thanos, per l’universo stesso?
Futuro Passato
Fonte: NerdPlanet

