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Premio Nobel La Fisica 2017 Kip Thorne La Mente Dietro Interstellar

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Il premio Nobel per la fisica di quest’anno è stato assegnato a Robert Weiss, Kip Thorne e Barry Barish per “il loro contributo decisivo nella fondazione dell’osservatorio LIGO e l’osservazione delle onde gravitazionali”, secondo la motivazione ufficiale dell’accademia di Stoccolma,

I loro studi, che confermano di fatto una delle ennesime intuizioni di Albert Einstein annunciata nel 1916 come parte della teoria della relatività, hanno permesso di comprovare a distanza di un secolo l’esistenza di increspature nello spazio-tempo dovute, nel caso di massive fluttuazioni, allo spostamento o alla collisione di oggetti di grande massa come supernovae o buchi neri. La prova diretta delle onde gravitazionali è stata ottenuta proprio grazie a questi fenomeni nel settembre 2015, quando entrambi gli osservatori (il LIGO di Hanford nello stato di Washington e il Virgo di Santo Stefano a Macerata, Toscana) registrarono l’onda d’urto gravitazionale rilasciata dalla fusione di due buchi neri a un miliardo e quattrocento milioni di anni luce di distanza dal nostro pianeta.

Fino a oggi registrare l’espansione nel vuoto cosmico delle onde gravitazionali era stato arduo se non quasi impossibile a causa della vulnerabilità degli strumenti di rilevazione ai loro effetti. È una delle scoperte più importanti del secolo in questo campo.

I nomi di Weiss e Barish potrebbero suonare nuovi per chiunque non mastichi tali branche della fisica; Kip Thorne, tuttavia, ha goduto recentemente di rinnovata celebrità grazie al capolavoro di fantascienza Interstellar, scritto e diretto da Christopher Nolan, candidato a cinque premi oscar nel 2015 e vincitore della statuetta per Migliori Effetti Speciali.

Thorne aveva contribuito alle pellicola nelle vesti di produttore esecutivo e consulente scientifico, aiutando a illustrare con relativo realismo scientifico ulteriori studi a cui il fisico ha dedicato gran parte della propria vita, ovvero la natura dei buchi neri e la possibile esistenza dei tunnel spazio-temporali o wormholes.

Questa non è stata la prima esperienza di Thorne in ambito cinematografico: il fisico aveva collaborato nella stesura del film Contact di Robert Zemeckis del 1997, tratto dal romanzo del collega e amico Carl Sagan, ideatore della celebre serie di divulgazione scientifica Cosmos. Anche quella pellicola trattava la possibilità di attraversare istantaneamente vaste porzioni di universo piegando lo spazio-tempo grazie a una spinta gravitazionale.

La scoperta definitiva delle onde gravitazionali, a cui possiamo unirci orgogliosamente essendo stata l’Italia una delle principali responsabili della costruzione dell’interferometro Virgo (grazie all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Roma), costituirà un passo avanti determinante nella comprensione dell’universo, in particolare la sua nascita, dato che le future ricerche si concentreranno sull’identificazione della prima onda gravitazionale in assoluto, quella rilasciata dal Big Bang quasi quattordici miliardi di anni fa.

Fonte: Repubblica.it

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