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Supreme Blue Rose Recensione

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Redazionehttp://www.poplive.it
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Supreme Blue Rose – edito dalla Image Comics e portato in Italia dall’editore RW-Lion – dello scrittore Warren Ellis e della giovane disegnatrice inglese Tula Latoy è un’opera estremamente complessa sul piano narrativo e riprende suggestioni sia da Rob Liefeld sia da Alan Moore, il primo creatore del personaggio Supreme, alter ego di Ethan Crane.

È un fumetto fantascientifico in cui il ruolo del tempo è fondamentale per tutta la narrazione, che è in effetti divisa su più piani che si incontrano solo alla fine della storia.

Supreme Blue Rose parla dunque del tempo, come dimensione fisica, come struttura dell’universo. Non proprio il tempo segnato dal Casio che avete al polso, che è solo UN tempo, ma DEL tempo, del suo tessuto e della sua natura. Nell’opera la struttura del tempo è paragonata ad una tela, sempre ripercorribile dal sarto con il suo telaio, che come Penelope nell’Odissea, può sconvolgerne e rivedere a piacimento la trama.

Non è un caso che qui giochiamo con l’ambiguità della parola “trama”: sia la struttura di un tessuto come quello temporale, sia l’oggetto proprio che viene esplicato nella narrazione, che certamente non è lineare. La trama del tempo, la sua struttura è simile a quella di una rosa, singolarmente blu perché quello che accade è a sua volta una singolarità, qualcosa di non spiegabile dalle attuali leggi fisiche, che non prevedono l’esistenza di una rosa blu. Ricordate la premessa inziale: stiamo parlando di una storia di fantascienza, che è l’unico fondamento che siamo sicuri di consegnarvi, vista la complessità del fumetto.

L’Intreccio temporale di Ellis

Partendo dalla storia di quella che potremmo timidamente definire la protagonista, Diana Dane, giovane giornalista investigativa che viene assunta dal misterioso Darius Dax per un’indagine stile X-Files, la narrazione procede aprendo continuamente finestre su mondi possibili e alternativi che tuttavia comunicano con quello di Diana, sia mediante le visioni che la tormentano, sia mediante incontri altamente improbabili con personaggi provenienti da altre dimensioni temporalmente situate.

La difficoltà nella lettura di questo gioiellino di Ellis è proprio il fatto che gli universi paralleli si incontrano in un time-shifting che collassa fisicamente quando Supremacy, un non-luogo, una quarantena spazio temporale, precipita su una cittadina, Littlehaven, coinvolgendo nel disastro un altro personaggio fondamentale, Ethan Crane – forse il vero protagonista. Si arriva a comprendere che il tempo è così complesso da essere instabile, che nel mondo immaginato da Ellis la realtà possa andare incontro ad errori critici di sistema e pertanto debba essere resettata e revisionata. Supremacy è dunque una sorta di registro di sistema, un back-up informativo che isola le persone che si sono ritrovate in un mondo che non doveva essere il loro e che lì devono attendere che un qualche agente revisioni la struttura del tempo ricucendone gli strappi e le incoerenze, partendo da un non meglio specificato punto di ripristino.

Fonte: NerdPlanet

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